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FARINA VARVELLO
L’INNOVAZIONE CON GLI ARABINOXILANI
Farina Intera è una farina innovativa ottenuta con la Lavorazione Fedele®, un processo brevettato che rimuove la fibra insolubile, spesso poco digeribile, e preserva le parti più preziose del chicco come fibre solubili e germe (Arabinoxilani). Il risultato è una farina di tipo 0, chiara e leggera, ma ricca di nutrienti e capace di ridurre l’impatto glicemico rispetto alle farine raffinate comuni. Unisce gusto, digeribilità e benessere, mantenendo l’aspetto e la versatilità di una farina bianca con i benefici nutrizionali di una integrale.
IL BASSO INDICE GLICEMICO
Il valore glicemico di un alimento non dipende solo dalla quantità di carboidrati, ma anche dal grado di raffinazione, dal contenuto di fibre alimentari, dalla presenza di amido resistente, di grassi e proteine. In particolare, fibre solubili come gli arabinoxilani della crusca rallentano lo svuotamento gastrico e l’assorbimento dei carboidrati, attenuando i picchi glicemici postprandiali. Prodotti come la Farina Intera, ottenuta con la cosiddetta “Lavorazione Fedele” che preserva queste fibre, mostrano un impatto glicemico inferiore rispetto alle farine raffinate, risultando quindi utili per la prevenzione e il controllo delle patologie metaboliche.
IL BREVETTO
La Farina Intera di Varvello nasce grazie al brevetto denominato Lavorazione Fedele, sviluppato in collaborazione con l’Università di Bologna, che consente di ottenere una farina tipo 0 bianca, ma con il basso indice glicemico tipico delle farine più ricche di fibre.
Il procedimento sfrutta una tecnologia di catalisi enzimatica per disgregare le matrici crusca: separando la fibra solubile (in particolare gli arabinoxilani) da quella insolubile, si reintegrano nella farina solo la fibra solubile assieme al germe, mentre la parte di fibra insolubile — che può causare irritazione intestinale — viene esclusa. Questo conferisce alla farina una maggiore biodisponibilità della fibra solubile, superiore di circa il 30% rispetto a una farina integrale tradizionale, contribuendo a un impatto glicemico ridotto, mantenendo più stabile la glicemia dopo il pasto. La materia prima impiegata è costituita da grani in prevalenza italiani, integrati da cereali provenienti dalla Comunità Europea, per soddisfare le esigenze qualitative e di quantità.
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